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5 sintomi di Inglesizzazione
Inghilterra 06-07-2017

5 sintomi di inglesizzazione

Premessa: dopo alcuni post scritti per gli italians appena arrivati a Londra, sembrava giusto dedicarne uno anche a quelli che abitano qui da tempo immemore e a volte soffrono di crisi d’identità. Dedicato a tutti quelli che spesso si sentono più di qua che di là.

Sei arrivato a Londra con una valigia carica di speranze e maglie della salute.
Te lo ricordi nemmeno fossi scampato alla peste, al diluvio universale o alla carestia mondiale. Per un motivo o per un altro, anni fa hai deciso di tentare la fortuna in terra britannica e, per un motivo o per un altro, alla fine hai puntato i piedi e ci sei rimasto. Fregandotene della nebbia, del carovita e della Marmite. Well done.

Oggi, quando torni in Italia, a volte parenti e amici insinuano che ti sei montato la testa, che ti sei abituato alla metropoli, che sei diventato internascional e che ormai te la tiri tantissimo. Tu sai bene che, quando la gente dice così, in due casi su tre lo fa perché rosica. Anche se, dietro a queste frecciatine, si nasconde pur sempre un fondo di verità.

In effetti, non sei più la persona che è atterrata qui tanto tempo fa. Sei cambiato, ma non l’hai fatto apposta. Si è trattato di una lenta ma inesorabile mutazione genetica-linguistica-alimentare.

E se tu, che stai leggendo con quel sorriso scanzonato e con l’illusione di essere rimasto quello di sempre, ti riconosci in almeno quattro dei sintomi successivi, c’è poco da fare. Ormai ti sei inglesizzato.

Allora, cerchiamo di vederli con ordine, questi sintomi di inglesizzazione.


1. Se non vedi una fila, ti viene il panico

Eh già. E pensare che tempo fa, ti prendevi gioco di loro, degli inglesi, per questa loro strana mania di disporsi ordinatamente davanti a una cassa o alla fermata dell’autobus. Adesso, invece, in presenza di connazionali che ti soffiano sul collo o ti mettono i talloni in testa pur di fare lo scontrino prima di te, capisci che ormai preferisci l’ordine e la razionalità alla legge della giungla.


2. Uova con la pancetta anziché cornetto e cappuccino

Questa è una cosa un po’ difficile spiegare agli italians rimasti in Italia. Le uova e la pancetta non si mangiano per forza a pranzo e non servono solo per la pasta alla carbonara. Sono una delizia da mangiare la mattina, specialmente la domenica, dopo una notte di stravizi e ore di peregrinazione prima di ritrovare finalmente la strada di casa (le vie dell’alcol sono infinite). Ammettiamolo. Dopo i bagordi (e non solo) la colazione all’inglese spacca.


3. Piove?

L’ombrello è diventata una protesi della tua mano, al punto che ovunque ti trovi, quando arriva una tempesta, alzi il braccio, schiacci il pulsante e continui per la tua strada. È agosto inoltrato, indossi gli stivaloni di gomma e non te ne sei nemmeno accorto. Ti burli degli amici che se vedono ‘due gocce’ non escono.
Congratulazioni, questa sì che è una bella prova di adattamento.


4. Non segui più l’orario italiano

Non si tratta solo di un’ora indietro sull’orologio.
Tralasciando i giorni in cui si lavora e in cui la vita può avere un ritmo più regolare, quando sei libero (off) è spesso un gran casino. Da un po’ di tempo a queste parte, alle tre del pomeriggio non vai più al bar per un caffè, ma al pub per una pinta. Di pranzare non pranzi più all’una, o alle due, ma verso le cinque del pomeriggio. A volte, quando gli imprevisti ti trascinano, il pranzo lo salti del tutto e magari ripieghi su un muffin e un pacchetto di chips, e aspetti fino all’ora di cena, che se ti gira puoi fare anche verso le sei o le sette di sera.


5. Sei diventato educato

Anche tu sei diventato educato nell’accezione britannica del termine. Ovvero, sei diventato un maestro di small talk, della chiacchiera vuota e potenzialmente infinita, e quando serve riesci a ricorrervi senza problemi. In presenza del capo, dei vicini di casa, dei parenti del/della partner, degli impiegati di banca, ormai riesci a sbizzarrirti con sapienti sproloqui sulla meteorologia, sul traffico, sul cibo, sulle allergie stagionali e sul vaccino per l’influenza.
Odio dovertelo chiedere, ma quando è stata l’ultima volta che hai usato aggettivi come nice, great, brilliant anche quando non c’era davvero niente di cui entusiasmarsi? E vabbè, è fatta. Se sei arrivato fin qui significa che ti sei proprio inglesizzato.


Se durante la lettura hai realizzato delle cose che non avevi il coraggio di ammettere con te stesso, non preoccuparti. Gli esseri umani sono creature complesse ma sempre propense al cambiamento. E anche qui a Londra c’è la possibilità per re-italianizzarvi, basta fare un salto agli aperitivi che Italians of London organizza ogni week end. Per riassaporare atmosfere, profumi e sapori del Belpaese.

Buona settimana a tutti!

by Annapaola Paparo
(c) ITALIANS OF LONDON 2015
Riproduzione Riservata



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