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CHRIS SMITHER
Auguri Alice, 150 anni di allucinazioni
Auguri Alice, 150 anni di allucinazioni
di Annapaola Paparo

Alice nel Paese delle Meraviglie è una fiaba unica.

Primo, non è una storia in cui ci si identifica per forza. Infatti, non c’è un principe in calzamaglia che corre a liberare la bella rinchiusa nella torre d’avorio, e non c’è una bella che sia pure impedita da maniche a palloncino ingombranti e dai troppi anelli.

Secondo, in Alice manca una morale del tipo “gli ultimi saranno i primi”: la bambina non cammina a piedi scalzi sulla neve, non parla con i morti e non è costretta a vendere per strada accendini o fiammiferi mentre i figli dei ricchi scartano i regali di natale.

Pur non avendo gli elementi tradizionali delle fiabe, a un secolo e mezzo dalla sua pubblicazione Alice nel Paese delle Meraviglie continua a esercitare un’attrazione incredibile tra i lettori.

Ma cos’è che “tira” davvero di questa fiaba?

Forse la genesi del racconto stesso, che è stata molto chiacchierata – il matematico Charles Lutwidge Dodgson, uomo bell’e fatto, lo scrisse in onore della sua piccola amica, non ancora decenne, Alice Liddel. Questo particolare storico fa alzare le sopracciglia ancora oggi.

O forse, ad affascinare sono i contorni psichedelici della storia - bruchi che fumano, funghi magici e dolcetti colorati che determinano ingrandimenti e rimpicciolimenti e altre trasformazioni incredibili.

Ancora, potrebbe essere tutto merito dell’impronta vagamente horror della trama – dopo essere caduta nella tana di un coniglio, una bambina incontra creature orrorifiche e adulti schizofrenici che, a seconda dei casi, vogliono tagliarle la testa o segarle le gambe.

Qualunque sia il segreto del suo fascino, quest’anno Alice ha compiuto 150 anni e non li dimostra affatto. Se avete la fortuna di trovarvi a Londra, non lasciatevi sfuggire le mostre e gli eventi dedicati che saranno in calendario fino all’inizio del 2016.

Per esempio, la British Library sta allestendo una mostra e un negozio “temporaneo”,  Alice in Wonderland Pop up shop, già inaugurato la settimana scorsa. L’esibizione partirà invece il 26 novembre, con illustrazioni e dipinti dedicati (tra i nomi degli artisti compare anche Salvador Dalì).

Se avete un debole per le rivisitazioni allucinanti e allucinate, l’appuntamento da non perdere è con The other side of Nowhere, una mostra che inizierà a Hoxton in questa settimana. L’artista Paul Skellett si è sbizzarrito con trenta opere d’arte, tra cui illustrazioni, sculture, installazioni bizzarre (Vedi l’immagine a corredo di questo articolo).

In un vicolo di Covent Garden, invece, scoprirete che qualcuno ha messo il Bianconiglio in vetrina. Gli amanti dello shopping e della fiaba originale senza sbavature vorranno senz’altro fare un salto da Alice through the looking glass, il negozio che vende gadget e souvenir, e dove i conigli bianchi non parlano ma se ne stanno dietro i vetri ad ammiccare ai passanti.

Ma non dimentichiamoci di Mangiami e Bevimi, perché Alice nel Paese delle meraviglie è anche una fiaba gastronomica, e tra pasticcini al ribes e marmellata d’arance e torte varie è naturale che venga voglia di assaggiare qualcosa. Se per voi i soldi non sono un problema, potreste prenotare un tè con il Cappellaio Matto presso uno degli hotel più esclusivi di Londra.

Infine, volevo suggerirvi di tenere sott’occhio il sito di Wonderland, un’associazione culturale che organizza serate a tema con DJ e musica dal vivo, eventi sempre ispirati ad Alice e agli altri inquietanti personaggi.

In ogni caso, sia che vogliate ricordarvela con lo shopping, la mostra intellettuale, il festino elettronico o un tè posh, la fiaba di Alice nel Paese della meraviglie rimane un’allucinazione senza tempo. Non mi resta che augurarvi buon divertimento!

by Annapaola Paparo
(c) ITALIANS OF LONDON 2015
Riproduzione Riservata

 
 










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