Google+
Richiedi dettagli login
   
     
search
 
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
AUGURI ALICE, 150 A...
WHAT′S UP IN ITALY ...
5 SINTOMI DI INGLES...
VINICIO CAPOSSELA I...
GUY FAWKES NIGHT A ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
IL CHRISTMAS PARTY
WHAT′S UP IN ITALY ...
DOVE PATTINARE SUL ...
WHAT′S UP IN ITALY ...
21 OTTOBRE 2015 - B...
HALLOWEEN : DOVE IN...
WHAT′S UP IN ITALY ...
VERY BRITISH THINGS...
ITALIAN RECIPES : B...
WHAT′S UP IN ITALY ...
PAROLE AMBIGUE DELL...
ITALIAN RECIPES : S...
WHAT′S UP IN ITALY ...
LONDON COCKTAIL WEE...
COSA SI MANGIA A LO...
WHAT′S UP IN ITALY ...
IL MUSEO DEL CRIMIN...
ST DUNSTAN IN THE E...
WHAT′S UP IN ITALY ...
COLOURSCAPE : UN LA...
LE MAGAGNE DELLA PR...
LA MIA LONDRA: DA Z...
OPEN HOUSE LONDON :...
SONO SOLO MODI DI D...
CINQUE TERRE : WHY ...
ROOFTOP BARS A LOND...
INGLESI : POLITENES...
UBER : TASSISTI IN ...
BUCKINGHAM PALACE :...
Cercare Casa : le I...
LE SETTE TRAPPOLE D...
IL CARNEVAL DI NOTT...
LONDON LIFE : CONSI...
STREET FOOD AND CRA...
DALSTON E LE SUE ME...
LA SPIAGGIA DI CAMD...
IL COLLOQUIO DI LAV...
ITALIA VS LONDRA: L...
LA NOTTE DELLA TARA...
OUTDOOR CINEMA A LO...
TROVARE LAVORO A LO...
STUDIARE A LONDRA: ...
THE FLIGHT OF THE A...
TROVARE CASA A LOND...
EHMMM : LA PAROLINA...
ITALIANS CHE TORNAN...
THE GIAREDO CANYON ...
MOSTRA : AUDREY HEP...
BISHOPS AVENUE : PE...
VINICIO CAPOSSELA I...
ROBERTO BENIGNI INC...
FRANCO BATTIATO A L...
ARTITALIA - LE DONN...
ARTITALIA - RENAISS...
STAGIONE TEATRALE A...
ARTIITALIA APRILE 2...
FRANCO DANIELI A LO...
CHRIS SMITHER
Le magagne della pronuncia British
Le magagne della pronuncia British
di Annapaola Paparo

Si atterra a Londra con la testa piena di sogni. Tra di questi, oltre al ritrovamento della pentola d’oro alla fine dell’arcobaleno, ce n’è anche uno in cui voi interagite con tutti senza un dispendio eccessivo di energie, pazienza e traspirazione. Addirittura, siete ancora sull’aereo ma già vi immaginate per strada, a colloquiare amabilmente con gli inglesi dal cappello a bombetta, il Big Ben sullo sfondo. Magari nei vostri sogni chiedete solo delle informazioni, magari vi aiutate con un dizionario tascabile, ma non importa. In fondo, “masticare” un po’ di inglese è sufficiente per iniziare.

Quanto tempo occorre per capire l’ingenuità di queste illusioni? Pochi giorni, se non addirittura poche ore. Sì, perché le bestie nere dell’inglese non sono gli errori grammaticali, né la scarsa conoscenza del lessico (che sono considerati, tra l’altro, peccati abbastanza veniali). Tra il parlare bene e il parlare male, c’è un’unica impietosa linea di demarcazione: the British pronunciation.

Ad alcuni di noi italians viene facile imitarla, riprodurla con naturalezza, tendendo e poi lasciando andare di colpo la lingua come se fosse un elastico. C’è che riesce bene ad emettere parola dopo parola, frase dopo frase, come se fosse un tutto unico e senza fermarsi nemmeno una volta per respirare. Se appartenete a questa categoria di parlatori provetti, beati voi. Grazie di aver letto fino a qui, non c’è bisogno di spingervi oltre.

Se invece siete un po’ come me, cioè a volte non avete nemmeno il tempo di aprire bocca che già vi dicono sorry?, allora continuate a leggere.

Di seguito ho evidenziato gli errori italiani più comuni nella pronuncia dell’inglese, errori che ho imparato a individuare nel tempo. Lungi dall’avere la pretesa di insegnare la pronuncia British tutta in un post (magari fosse possibile), ho pensato invece di indicarvi i nostri punti deboli, da cui partire con l’intenzione di migliorare.


Dunque, il primo è così comune che spesso non ci si fa caso:

Eins, zwei, sweet and sleep

Come si pronunciano sweet e sleep? Ronzando come una zanzara (zzzz) o sibilando come un serpente (ssss)? La risposta esatta è la seconda. Non dimenticatelo. Lo stesso vale per parole come sweep, swipe e swap.


Number ciù

Questo problema non sussiste solo quando si dice two, due, ma anche con la semplice preposizione to. To go, to speak, to learn, diventano, nelle bocche di molti italiani, “ciù go”, “ciù speak”, “ciù learn”. Qui bisogna fare uno sforzo. Perché “ciù” esiste, ma solo come chew, ovvero masticare. In tutti gli altri casi, è un suono che non esiste. In realtà, pronunciare to o two è abbastanza semplice: basta marcare bene la “t”.


Con l’acca o senza?

Da bambini tribolavamo per capire quando dovevamo mettere l’accento sulla “e” oppure la “h” davanti alla “o”. Di certo ignoravamo che da adulti ci saremmo trovati con un dilemma di proporzioni superiori. E questo perché un’acca iniziale può cambiare tutto.
Ad esempio, dicendo to have, bisogna aspirare l’acca. Infatti, “hhhev” è have, mentre “ev” assomiglia più alla pronuncia di ave, che sta per avenue, ovvero strada.
Tutti sappiamo inoltre che hair sono quelli che abbiamo in testa, mentre air è quella che respiriamo. Nel primo caso la “h” c’è e si sente e nel secondo caso non c’è.
Ovviamente non è tutto qui. Infatti, ci sono anche quelle parole che, pur iniziando con l’acca, vanno pronunciate senza: honour, heir, honest, hour. E così tutti i loro derivati, come honestly, hourly, heiress, e così via.
Tutte le volte che vi trovate nel dubbio se aspirare un’acca o ignorarla, la cosa migliore consultare uno di quei dizionari dove viene riportata anche la pronuncia.


Non azzecchiamo una vocale

Le vocali sono una vera e propria spina nel fianco, per non dire altro. Infatti, le classiche “a, e, i, o, u” in inglese si moltiplicano come i Gremlins e diventano dodici suoni (fonemi). Accanto alle ordinarie “a” ed “e” aperte, esistono anche ibridi terrificanti come “a” che si avvicinano alla “e”, oppure “o” che sono vie di mezzo tra la “o” e la “e”. Per non parlare della “i”, che a volte è un’innocua “i”, ma spesso è una “quasi - e”.

Di conseguenza, l’inglese parlato non è per niente facile. Non illudetevi che la differenza tra hungry ed angry, oltre che nel significato, stia solo nell’acca iniziale. Oppure che la “i” di fish sia uguale a quella di feet. O che up si pronunci davvero “ap”.

Come si naviga in questo mare magnum di suoni? Si segue la luce del faro, ovvero della regina del broadcasting, la BBC. Sul suo sito internet troverete una sezione dedicata alla pronuncia completa di video che vi toglieranno (quasi) ogni dubbio su questi suoni alieni.


Bunny, funny, sunny: mannaggia a quelle doppie

Le doppie consonantiche non si pronunciano. Questo l’ho scoperto sulla mia pelle. Sì perché parte del mio nome, Anna, nella logica dell’economia del suono diventa naturalmente “Ana”. Per fortuna non siamo in Italia.


I fink somefing is wrong

Very wrong. Sfatiamo un’altra credenza errata: il suono di “th” non coincide con “f”. Parole come think, the, through, there e altre parole che atterriscono gli italians meno esperti, si pronunciano grosso modo mettendo la lingua tra i denti. Ho detto grosso modo. Anche per questo, vi rimando sul sito della BBC.


La W di Wurstel

La W altro non è che una “double u”. Ma allora, perché mai wood lo facciamo diventare “vuud”, quando dovrebbe essere uuud? Per me è tutta colpa dei wurstel Woody, che in Italia andavano forte fino a poco tempo fa. Comunque, la regola generale è che la “w” venga pronunciata come in where e what.


LisTen

Listen, ascoltare, si pronuncia “lissen”. La “t” viene assorbita nella terra del non ritorno.

Oltre a consultare il sito della BBC come il vangelo online della pronuncia, può essere interessante visitare anche il sito di Joan Peter Sloan, un attore britannico che ha costruito la sua fama in Italia come English teacher e lo ha fatto individuando i diversi talloni d’Achille degli italiani che si cimentano nella pronuncia British. Un altro sito molto utile e ricco di esercizi divertenti, con la possibilità di scaricare anche dei file audio, è quello di David Appleyard.

Vi lascio infine con la frase che anni fa disse il mio amico Kelvin: when it feels wrong, it’s right. Nel senso che, quanto più fate fatica e vi sentite “strani” nell’emettere un suono, tanto più state imparando la pronuncia corretta. Non chiedetemi perché, ma ho capito che è davvero così.

Buona pronuncia a tutti!


by Annapaola Paparo
(c) ITALIANS OF LONDON 2015
Riproduzione Riservata

 
 










      Help
© 2017 - Italians of London - Powered by Jelok