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Cercare Casa : le Inserzioni Fregatura
Cercare Casa : le Inserzioni Fregatura
di Annapaola Paparo

Purtroppo non ci sono formule empiriche per evitare le fregature quando si cerca casa. Come spiega bene la guida agli affitti pubblicata in questo sito, è bene non fidarsi troppo in fretta: se l’offerta è troppo bella per essere vera, probabilmente non lo sarà. Ergo, mai pagare un deposito prima di aver firmato il contratto di affitto, soprattutto se dell’alloggio in questione avete solo visto le foto. E anche nel caso in cui l’abbiate visto, camminando sui suoi pavimenti marmorei e conversando amabilmente con il landlord, non sborsate nulla senza avere garanzie. Purtroppo anche a Londra si può incontrare Totò che cerca di vendere Fontana di Trevi.

Ma non bisogna solo stare attenti agli imbroglioni. Dietro gli annunci allettanti si nascondono spesso altri individui che sarebbe meglio evitare.  Casi tipici che, dopo anni di addestramento, ormai schivo come la lame infuocate e roteanti di un videogame.

Si tratta di un parere del tutto soggettivo e scaturito da esperienze personali, ovviamente. Ma forse vale la pena leggere e farvi un’idea, specie se siete Italians alle prime armi.

Ecco la mia lista di inserzionisti da evitare:


1.    L’agente immobiliare
Se cercate un flat o una casa da abitare con i vostri amici o il partner, magari il discorso cambia. Ma se vi serve una stanza in un flatshare, la domanda è: perché pagare qualcuno per fare qualcosa che potete fare da soli?

Non è così facile filtrare gli annunci delle agenzie, visto che non hanno il bollino blu di “agenzia”. Né gli agenti immobiliari ce l’hanno scritto in faccia. Anzi, nel corso degli anni, questi professionisti hanno imparato a mimetizzarsi tra la gente comune con arguzia e perizia. E così succede che, al momento di concludere l’affare, a bruciapelo vi sparano una bella agency fee. Una cosa che lì per lì suona proprio male, quasi come una parolaccia in mezzo a una conversazione beneducata.

Per esempio, qualche anno fa ero in contatto con tale John che sembrava molto friendly e scriveva email zeppe di faccette sorridenti. Avevo letto su Spareroom il suo annuncio per l’affitto di una stanza doppia a Wandsworth. Da quello che avevo capito, John abitava nell’appartamento da un po’ di tempo.
“Io e gli altri inquilini siamo molto affiatati, ci piace uscire e organizzare cene tutti insieme, e cerchiamo qualcuno che si inserisca bene in questa piccola famiglia :-).  Spero non ti dispiaccia convivere con tre uomini, sappi che conosciamo tutti le buone maniere :-). Inutile dire che non vediamo l’ora di conoscerti, soprattutto se sai fare le lasagne :-).”

Il giorno dell’appuntamento, il mio cuore trabocca di speranza.
Nel flatshare che stavo per lasciare si respirava un’aria Dickensiana, tipo David Copperfield, tutta tristezza e malinconia e ripicche e colpi di scena non piacevoli. Io anelavo ad una casa abitata da persone normali.
Mi apre la porta un ragazzo con gli occhi ancora incollati dal sonno, che mi mostra la stanza saltellando tra scatole, pacchi e mucchi di cartacce accumulati ovunque. “Scusa il disordine, ma stiamo traslocando”. “Ah!” rispondo, “E John?”. Lui mi guarda e per qualche secondo non afferra. Poi però realizza: “L’agente immobiliare dici? Lui non abita qui, cerca solo di affittare questa casa.”


Come evitare di incappare nell’annuncio di un’agenzia?

A parte i casi come il mio, in cui il brav’uomo si era proprio finto ciò che non era, gli agenti immobiliari li potete “tanare” facilmente, e già dalla prima telefonata. Di solito, infatti, quando gli spiegate che siete interessati “alla stanza dell’annuncio”, vi rispondono con un “quale stanza, quale annuncio, in quale zona?”. Questo perché le agenzie hanno diverse uova nel paniere. Un altro indicatore è il completo disinteresse nei vostri confronti. Oltre al nome e al cognome, non vi chiedono nulla, non gli interessa se studiate, lavorate, da dove venite, se sapete cucinare le lasagne. Purché abbiate le sterline sufficienti a coprire deposito, affitto ed agency fee (che normalmente si pagano tutti insieme, sull’unghia).


2.    La famiglia
Stanza singola in una casa a due piani vicino Portobello road: 400 sterline mensili. Spese incluse. Ok, una singola, quindi niente letto a due piazze. Una quisquilia, quando si tratta di abitare a Notting Hill.

Avevo parlato con Renee al telefono e mi era sembrata gentile e accomodante. Il giorno del viewing, mi apre la porta di una casa nuova come una bomboniera. Sul tappeto della living room, di nuovo c’è anche un pupo che guarda Peppa Pig alla TV.

L’inquilina attuale mi incrocia in corridoio e fa un cenno di saluto con la testa. Lei e Renee non si guardano nemmeno.

La stanza è carina, né grande né piccola. Il prezzo è un affare, la zona è meravigliosa. Le premesse per una vita felice a Notting Hill c’erano tutte. Mi viene solo un dubbio: “Renee, nel caso abitassi qui, potrei invitare ogni tanto qualcuno a cena?” (Sì, ho parlato di ospiti sporadici, nominare il parentato in viaggio dall’Italia mi sembrava prematuro). Renee si irrigidisce a un tratto. Si gira verso il bimbo, lo prende in braccio, se lo stringe al petto. Poi mi guarda di sottecchi: “What are you talking about? Questa casa è solo mia e del mio bambino.”

Morale della storia: quando vi offrono di abitare in zona 1 a prezzi stracciati, se non è una fregatura è una famiglia che cerca un pensionante. E per quanto carini e ospitali i membri della family possano risultare a primo impatto, voi dovrete adeguarvi al loro stile di vita. Non succederà mai il contrario. Scordatevi i festini sconci, il linguaggio scurrile, le avventure di una notte e gli sleep over.


3.    Il live-in landlord (ovvero, questa è casa mia e decido io)
“Cara Annapaola, grazie della tua email. La stanza è ancora disponibile e puoi venire a vederla appena sei libera. Lasciami spiegare però alcune cose.
Innanzitutto, volevo specificare che sono alla ricerca di una persona tranquilla e riservata. Qualcuno che abbia una vita propria, un lavoro stabile e non stia sempre ammollo in casa. Non mi piace il rumore così come non mi piacciono le persone rumorose. Il mio coinquilino ideale deve essere tranquillo, non si deve sentire. Deve darmi l’impressione che non ci sia, anche quando c’è.
Allo stesso tempo, è fondamentale che chi convive con me sia anche una persona socievole, solare, disponibile a fare quattro chiacchiere. A volte, quando torno dal lavoro, può darsi che mi vada di chiacchierare, di guardare un film, di bere un bicchiere di vino. Un’altra cosa importante: questa è la casa della musica. Di solito ascolto Bach a tutto volume, più o meno tutti i giorni. Eventuali gusti musicali diversi andranno discussi.”
(Da un’email ricevuta qualche anno fa, traduzione libera)


Per concludere: se volete evitare che vi spremano come limoni, oppure che vi impongano Peppa Pig e Bach come pane quotidiano, mentre camminate in punta di piedi e trattenete il respiro, leggete bene gli annunci. Se si accenna a un live-in landlord, ovvero il padrone di casa che vive in casa, potrebbe non essere una buona idea. Se l’annuncio è rivolto solo a bravi studenti cristiani-cattolici-musulmani che non fumano e non dicono parolacce, potrebbe trattarsi di una famiglia. Se invece l’inserzionista non ha steso alcun identikit, e quando lo contattate vi chiede quali sono i vostri interessi e cosa fate nel tempo libero, questo potrebbe essere un buon segno. Potrebbe essere la strada verso un flatshare alla ricerca di un’altra persona con cui convivere umanamente, oltre che di un altro conto in banca in grado di contribuire alle spese.

Happy house hunting!


by Annapaola Paparo
(c) ITALIANS OF LONDON 2015
Riproduzione vietata

 
 










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