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London life : Consigli per gli squattrinati
London life : Consigli per gli squattrinati
di Annapaola Paparo

Ci sono fatti innegabili e incontrovertibili. Come la pizza: in Italia costa due o tre euro al trancio, a Londra molto di più. E che dire del landlord, spesso oggetto di risentimento e altre emozioni oscure, soprattutto quando intasca seicento sterline d’affitto mensile come se fosse una cosa normale, come se non si rendesse conto che si tratta di quasi ottocento euro (per un appartamento? No, per una stanza). Per non parlare del momento topico in cui si rinnova la travelcard.

Il carovita figura sempre nella top 5 delle lamentele degli italiani trapiantati a Londra, preceduto o seguito da “Piove sempre” e “Il cibo fa schifo.” Per quanto riguarda il clima e l’alimentazione possiamo farci ben poco: infatti l’Inghilterra è un’isola del nord Europa e non delle Galapagos, e poi chi ancora non l’ha fatto dovrebbe accorgersi che a Londra il cibo non è “uno”, ma di varietà culinarie ne esistono a bizzeffe.

Bene, concentriamoci quindi sul problema che è davvero un problema, e su come affrontarlo al meglio: il costo della vita. Cosa fare quando si vive a Londra e il portafoglio piange? Magari state ancora cercando lavoro o state per iniziarne uno nuovo. Magari il lavoro c’è ma sono i soldi che non ci sono, non avete fatto in tempo a vederli, lo stipendio è evaporato nel momento in cui ve l’hanno accreditato sul conto bancario.

Innanzitutto, non disperate. Sedete e fatevi il segno della croce. Dopodiché, cellulare, calcolatrice o pallottoliere alla mano, stendete un budget. E cercate di individuare dove è possibile risparmiare.

Gli Italians che vivono a Londra da molti anni sanno che tra tempo e denaro sussiste un rapporto inversamente proporzionale: chi ha poco tempo spende più denaro, chi ha più tempo ne spende di meno. Un esempio lampante è quello dei trasporti: la metropolitana è molto più veloce dell’autobus, ma costa di più. Per non parlare del cibo (o dei cibi): un packet lunch (la colazione al sacco) preparato a casa costa di meno di un take away o di un pranzo al ristorante.

Lo so, tutto questo è nuovo quanto la scoperta dell’acqua calda, ma il concetto è importante: se si hanno il tempo e la pazienza di riflettere e valutare tutte le alternative, alla fine la soluzione più conveniente si trova. Se al contrario avete fretta e vi buttate a pesce su quello che fanno tutti, senza informarvi sulle opzioni, spenderete di sicuro un pacco di soldi.

Partiamo proprio dai trasporti. Non sempre gli abbonamenti -  travel card o bus pass -  sono la scelta più economica. In effetti tutto dipende dalla frequenza con cui viaggiate e dal numero di mezzi che prendete. Se, per esempio, state ancora cercando lavoro e non uscite tutti i giorni, potrebbe essere meglio utilizzare il pay as you go, cioè ricaricare la oyster card con la cifra che vi serve.

Il pay as you go può essere conveniente perché permette di usufruire del daily capping: un tetto massimo giornaliero oltre il quale non viene addebitato nulla sulla nostra oyster. Ad esempio, quando si viaggia con tram e bus, il daily capping è di £4.40: dunque dalla terza corsa in poi non si paga nulla, anche se ogni volta che si sale bisogna sempre sfiorare con la oyster l’apposito cerchietto giallo. Come al solito, in metropolitana le cose sono un po’ più complicate e intervengono altri fattori, come le zone in cui si viaggia e gli orari.

Se volete sapere se al vostro stile di vita attuale si addice di più il pay as you go con il daily capping o gli abbonamenti, leggete QUI e spremetevi un po’ le meningi.

Anche per quanto riguarda lo shopping esistono soluzioni a prova di tasca. Certo, già intuite che tali soluzioni non sono disponibili a Oxford Street, a Knightsbridge e neppure a Sloane Square. E nemmeno in quei supermercati patinati che vendono solo organic, dalle banane ai lacci delle scarpe, e dove in effetti la frutta sa di frutta e la carne è fatta di carne. Mettetevi l’anima in pace: quando avrete i soldi farete tutto lo shopping biologico che vorrete. Per il momento dovete bazzicare in altri lidi, alcuni chiamati Morrisons e Liddle, supermercati discount dove per trenta sterline si può fare una spesa discreta, completa di affettati, formaggi e surgelati. E poi ci sono i mercati.

Attenzione però. Mercati come Portobello Road, Covent Garden, Spitalfields Market e Borough Market, sono sicuramente caratteristici e fanno gioire tutti e cinque i sensi, ma forse non sono proprio ciò di cui il vostro portafoglio ha bisogno in questo momento.


I mercati dove si risparmia non sono molto noti ma sono convenienti.

Di seguito trovate una piccola lista personale:

•    Petticoat lane, (Middlesex street), ben fornito di abbigliamento e accessori;
•    New Covent Garden Market (a Nine Elms, tra Vauxhall e Battersea) che offre carne, pesce e ortofrutticoli;
•    The Cally Market (tra Caledonian road e Tilloch street), per alimentari, artigianato, e vintage;
•    The North End Road market (tra Lillie road e Fulham road), per alimentari, casalinghi e abbigliamento.

Altri posti cheap d’eccellenza sono i negozi di seconda mano o Charity shops. In ogni quartiere che si rispetti ce n’è uno o più di uno, sono intitolati ad associazioni benefiche (come la British Earth foundation) e vendono gli oggetti più bizzarri, dai libri alle tazzine da caffè alle carte da gioco (anche se alcuni, come Trade, sono specializzati nell’abbigliamento).


Infine, sul fondo della nostra lista da squattrinati ci sono le attività ludico ricreative, gli hobbies, i passatempi. Ebbene, a Londra si possono fare molte cose gratis. Sì, avete letto bene:

•    Lezioni di inglese: in alcune scuole le lezioni con i teachers in training, gli insegnanti che si stanno qualificando, sono gratuite.
•    Ci si può iscrivere a gruppi di meditazione, corsi di pittura, lezioni di lingua e altre attività gratuite o a prezzi stracciati attraverso il sito MeetUp (quando utilizzate il motore di ricerca specificate sempre che vi trovate a Londra).
•    Il sito GumTree pubblicizza spesso corsi e attività a prezzi modici. Occhio inoltre alle inserzioni di chi vuole sbarazzarsi di un vecchio divano, o di un computer, e quindi è disposto a regalarli.
•    Concerti ed eventi notturni: quando sono nell’aria il sito Londonist ne dà sempre notizia, tenetevi aggiornati.

Infine, per dare smalto alla vostra vita (temporanea) di squattrinati, potreste trovare molto utile il sito Broke in London con tanti consigli e idee sulla sopravvivenza a Londra, dalla ricerca del lavoro e della casa alle offerte da non farsi scappare. Avere un budget limitato può anche essere divertente e spingervi in posti impensabili. E d’altronde, when life gives you lemons, make yourself a lemonade.

by Annapaola Paparo
(c) ITALIANS OF LONDON 2015
Riproduzione vietata

 
 










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