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Da troppo a Londra?
Da troppo a Londra?
Da troppo a Londra?
Da troppo a Londra?
di Roberto Castiglioni

Questo articolo e' stato scritto durante la mia pausa italiana, in un momento di malinconia acuta. Come accorgersi se si e' stati troppo a Londra... Penso che la cosa più difficile da gestire una volta tornati in Patria sia perdere le abitudini acquisite negli anni passati a Londra. E’ come sradicare una pianta con delle fitte radici distribuite attorno a lei e ripiantarla in un ambiente familiare, ma di cui ormai si è dimenticata il micro-clima. Bisogna riadattarsi al nuovo ritmo e alle nuove abitudini. L’avete già fatto anche voi quando vi siete trasferiti nella swinging London. Qualche settimana fa ero fuori a cena con Andrea, un amico Italians anche lui ritornato da qualche mese. Ci stavamo gustando un ottimo Chianti all’aperto (si, all’aperto, alla faccia vostra!) sui Navigli, quando abbiamo iniziato a parlare delle abitudini prese nella terra d’Albione e difficili da perdere qui in Italia. Quindi, tra una bruschetta e una cotoletta, abbiamo scarabocchiato su un pezzo di tovaglietta (con annessa macchia d’olio) una lista di situazioni che ci dimostrano che abbiamo vissuto abbastanza come sudditi di sua Maestà. Fossi voi mi terrei da parte questa lista e la riguarderei appena tornati in Italia, mi direte allora se ho ragione o no… Vi accorgete di essere stati troppo in UK quando, tornati in Italia: - Cercate un locale dove mangiare alle quattro di domenica pomeriggio e vi accorgete che l’unico posto aperto è un pub. Dove tra l’altro non servono più cibo e ti guardano anche strano se chiedete se la cucina è ancora aperta; - Uscite da una discoteca e cercate un minicabbaro che vi assalisca dicendo “minicab-minicab”; - Andate a prendervi un caffè nel baretto sotto casa e ordinate un singolo espresso e vi aspettate che il barista vi capisca quando gli chiedete una mocha alta con uno shot di espresso, doppio cioccolato, poca schiuma, latte parzialmente scremato, tutto in un bicchiere di carta con il tappo; - Vi accorgete di aver imboccato il lungotevere contromano; - Realizzate dopo mezz’ora che siete gli unici a fare la fila per prendere il biglietto del tram, nel frattempo vi sono passati davanti due scolaresche, quattro vecchiette col bastone, tre punk e due bus di turisti giapponesi, che attratti dallo spettacolo di un italiano che fa la fila, hanno consumato un paio di rullini, - Credete che le strisce pedonali vi garantiscano il diritto di attraversare la strada e che le macchine arrivino da destra; - Andate al cinema e notate che il movimento della bocca degli attori non corrisponde a quello che dicono e che De Niro, Al Pacino e Stallone hanno la stessa voce; - Siete al bar e ordinate tre birre alle 10.45 perché pensate che sia l’ultimo round e quando vi arrivano vi aspettate che strabocchino dai bicchieri, senza quei centimetri di schiuma che vi fanno l’effetto baffo Moretti; - Arrivate in discoteca alle undici, sorprendentemente trovate parcheggio, entrate senza fare la fila ma vi accorgete che il bar non è ancora aperto e che il dj non è ancora arrivato; - Chiamate il vostro gestore telefonico e pretendete un upgrade del vostro telefonino e cercate di contrattare il vostro piano tariffario; - Rispondete Hello al telefono, dite fa senso quando un argomento makes sense, ringraziate un vostro amico con un cheers mate, prendete un bus (pron: bas) per andare alla gym, fate un forward di una email e cercate disperatamente un fish&chips! Queste sono solo alcune perle che sto vivendo in questo periodo di ambientamento, la cosa strana è che ogni volta che torno a Londra mi succede l’opposto. Ma questa è tutta un’altra storia… Buona permanenza Roberto
Da troppo a Londra?
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