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LONDRA A 2 RUOTE
Case a confronto
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di Roberto Castiglioni

La prima cosa che ho provato quando ho iniziato a scrivere questo pezzo è stata imbarazzo. Imbarazzo da dove incominciare.

Innanzitutto scrivendo dall’Italia (ahimè), ho bisogno di ricreare l’ambiente inglese attorno a me. L’articolo infatti correrebbe il rischio di avere delle opinioni forzatamente viziate. Quindi: cd dei Morcheeba (direttamente da Brighton), paintalaga (Carling, of course) e pacchetto di Walkers portate da Londra (non ve lo sarete mai aspettato, eh?).

L’imbarazzo comunque rimane. Siamo seri, come si può pretendere di non essere cattivi quando si parla di case inglesi. Non me ne vogliano i sudditi della Betty, ma a me le loro case non piacciono.

Partiamo dall’ingresso, una casa tipica in stile Vittoriano presenta il più delle volte una porta in legno verde o bianca (o blu o rossa, mai di colore naturale) con uno stupido batacchio per bussare. Ne ho viste di tutte le forme. Il più brutto che mi è capitato di usare si presentava con una forma di ferro di cavallo, con la faccia di un equino che ti guardava come dire “cazzo guardi?”. Una volta superato lo choc del batacchio, si entra e si viene accolti dalla moquette o carpet per dirla all’inglese.

Sono abbastanza combattuto su questo pezzo di arredamento; non mi dispiace avere un tappeto alto cinque cm distribuito per tutto l’appartamento.

Certo è che si potrebbero evitare certi colori tipo il verdino pisello congelato o il blu cianotico stile ragazzina inglese in giro a dicembre mezza nuda (vedi articolo sul cappotto).

Case a confronto
Case a confronto
Case a confronto
Case a confronto
Case a confronto
Case a confronto
Case a confronto
Case a confronto

La moquette da un senso di calore ed è piacevole camminare scalzi per casa senza prendere freddo ai piedi…ma in bagno no, per favore! Specialmente in una casa abitata da soli uomini…per ovvi motivi la moquette non è igienica!

Tralascio i motivi della mia affermazione e confido nella vostra lungimiranza. Abbandoniamoci in salotto, guardandoci intorno probabilmente proveremo una forte nausea fissando le pareti. La carta da parati coi fiorellini noi l’abbiamo smessa di usare circa trent’anni fa. Perché loro insistono? Distogliamo lo sguardo dal muro e spostiamoci sul camino. Che bello d’inverno rilassarsi sul divano con un bel libro alla luce calda di un camino a legna. Sì, magari non a Londra.

Sembra infatti che dopo il grande incendio del 1666, sia vietato avere dei camini a legna nelle abitazioni di alcune zone della capitale. Gli architetti locali hanno pensato bene di ovviare al problema installando dei patetici impianti a gas.

Niente scoppiettio della legna, niente calore sprigionato da un ciocco di rovere e niente odore inconfondibile della legna di pino che brucia nel camino, solo delle mattonelle di materiale ignifugo e fiamme perfettamente ordinate, come tanti inglesi in coda all’ufficio postale. Questo per i fortunati, gli sfigati hanno il camino elettrico, con la luce rossa e arancione che ti congela la passione. Non invitate il vostro date con la scusa di farle/gli vedere il camino elettrico spacciandovi per romanticoni/e, potreste essere gli unici a “godere” di questo spettacolo.

Nella camera da letto non si spiega la mancanza di persiane. Ma hanno le palpebre foderate di panno nero? Io senza le persiane o comunque una tenda pesante, al mattino alle 5 sono già in piedi che maledico il sole, loro invece tranquillamente continuano a dormire con quelle tendine misere che non offrono un minimo di privacy, lasciando che il mondo ci veda già di prima mattina.

Da persona che adora cucinare, entrare in una cucina tipicamente inglese mi provoca alle volte un grande dispiacere.

L’oggetto più triste che abbia mai visto, è stato a casa di un’amica australiana. Un fornello a quattro piastre elettriche con una specie di grill sospeso a mezz’aria. Voleva che cucinassi una pasta li…ho ordinato una pizza. Sarebbe come chiedere a Valentino Rossi di vincere un gran premio guidando la mia Vespa PK dell’82. Certe cose non si possono fare!

Ci sarebbe ancora tanto da dire; le tende, i soprammobili, le tazze col copritazza trasparente (uh, guarda che carino), le piante finte, il catino nel lavandino e via dicendo. lasciatemi concludere con un appunto sulla pulizia di certe case inglesi. Confesso di non essere un igienista, ma almeno quando lavo i piatti, li risciacquo prima di metterli ad asciugare…pensateci bene la prossima volta che siete a cena da un inglese.

O sbirciate nel bollitore per vedere le condizioni della serpentina di metallo prima di accettare il prossimo tea dal vostro amico indigeno.

 
 










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