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Storie - bye bye mamma'
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di Roberto Castiglioni

Aeroporto di Malpensa, 10 Maggio 2000. Non dimentichero' mai nessun particolare di quella giornata. E' stato infatti il giorno che ho lasciato mamma' per l'incognito.
Lasciare mamma' non e' facile, specialmente se sei italiano e primogenito.All'epoca non mi rendevo conto della cazzata che stavo per combinare, mi sembrava tutto facile, stirarmi le camicie, cucinare, pagare i conti, fare la spesa. Non dico di essere stato tanto viziato, ma fino ad allora la mia spesa al supermercato era costituita da: giornali maschili (GQ, Man's Health, Capital, Dylan Dog), birra, vino, patatine, pollo arrosto e salumi vari. Mai comprato in vita mia un detersivo

per la casa o per la lavatrice o la cartaigenica per non parlare di filo e aghi per rammendare! Torniamo a quella giornata di sole. Eccomi li, con 30kg di bagaglio in eccesso, con un indirizzo di un Italians che manco conoscevo e null'altro, pronto a dimostrare al mondo di che pasta ero fatto. Che sensazione strana, non dormire piu' nel mio letto (avrei poi passato due mesi su un sofa da gnomo), non mangiare piu' al tavolo con la famiglia, non poter confidare in nessuno per un aiuto. Sapevo, forse per incoscienza che non sarei tornato a breve, anche perche' mi sarebbe aspettato il CAR ( Centro Addestramento Reclute ndr) a Trieste. Sull'aereo un mix di emozioni, eccitamento, paura, voglia di scoprire e di
crearmi una vita contando solo sulle mie forze.
Storie - bye bye mamma'
Storie - bye bye mamma'
Storie - bye bye mamma'
Storie - bye bye mamma'
E' stato il viaggio piu' strano che abbia mai fatto, sentivo che stavo
lasciando quei posti per molto tempo, le Alpi, i laghi, la salamella al mattino alle 3 dopo la discoteca, il bombolone con la crema e l'aperitivo in centro a Varese. La cosa interessante e' che provavo angoscia nel lasciare i miei posti ma non le persone, tranne che ovviamente la famiglia. Sapevo che avrei sofferto la mancanza dell'ambiente che mi aveva cresciuto. E dentro me
avevo una grande voglia di conoscere nuova gente, magari con una attitudine piu' simile alla mia, piu' Italians.
Si dice che partire e' un po come morire, decisamente con quel volo e' nata una nuova persona. Quel volo rimarra' nella mia memoria per sempre.
Mentre l'aereo si faceva spazio tra le nuvole, sentivo staccarsi quel cordone ombelicale che mi aveva nutrito per 23 anni. Sentivo che mi stavo lasciando alle spalle tutte le mie sicurezze, per compiere un passo verso l'ignoto, l'insicuro, l'incerto.
A distanza di tre anni, ho capito molte cose dei posti e delle persone che ho lasciato. Ho capito chi veramente puo' essere considerato amico e chi era in cerca solo della serata divertente. Certi legami si sono annacquati o addirittura sciolti, altri si sono rafforzati, forse proprio grazie alla distanza. O forse grazie alla vita da Londrino.La vita lontano da mamma' mi ha insegnato molto? Adesso so comprare il detersivo giusto, usare la lavatrice senza sputtanarmi la camicia della festa. Una cosa non ho ancora imparato, a riaccoppiare le calze una volta lavate. Suggerimenti?
 
 










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